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Rafforziamo il futuro di ToroMio

* di Luciano Cavagnero

 

E’ noto che qualunque raggruppamento (comitato, associazione, società, ecc.)  di persone nasce sotto gli auspici di ideali e con le migliori intenzioni per realizzare gli obiettivi che normalmente sono scritti in uno Statuto  ma che quasi nessuno dei soci legge.

Purtroppo con il tempo, se il raggruppamento si sviluppa in termini quantitativi, può succedere, anzi spesso succede che, con il cambio degli associati sia per motivi di età  o di personali scelte o a per i cambiamenti delle consuetudini sociali, i nuovi arrivati non colgano appieno gli ideali che guidarono i fondatori.  Le possibile conseguenze sono la formazione di deviazioni non previste dallo Statuto.  Nonostante lo Statuto sia modificabile a fronte delle nuove esigenze, non c’è sempre la consapevolezza di incorporare nuove regole che limitino tali varianze che allontanino dagli obiettivi iniziali.

Su La Stampa, giornale che leggo malvolentieri, è uscito a pagina 36 del 18 luglio 2015 un microtrafiletto  qui sotto riportato nel quale si prevede da parte del legislatore, la limitazione  a tempo delle cariche dei dirigenti sportivi ad un massimo di otto anni.

Questa proposta è stata fatta per l’associazione ToroMio più volte da parte del sottoscritto per la carica del Presidente. La prima volta sono riuscito ad ottenere un massimo di due mandati consecutivi di due anni per un massimo di quattro anni e la possibilità di ripetizione di 2+2 anni dopo la sosta di un mandato. Ultimamente ho riformulato la stessa proposta per ottenere un massimo di due mandati (2+2 anni o 3+3 anni o 4+4 anni): la proposta è stata bocciata dal direttivo. 

Vediamo alcuni motivi della proposta 1) si evita che il Presidente si appropri, con il tempo, dell’associazione facendone un uso strumentale  proprio 2) si evita che il Presidente si circondi di fedelissimi  creando un’area di potere imponendo solo le proprie idee demotivando la partecipazione dei soci, rendendo così l’associazione asfittica 3) si evita che il Presidente vivacchi di rendita per potere acquisito e mantenga la propria posizione semplicemente per sostenere la propria immagine  4) un Presidente diverso porta e sostiene nuove idee di sviluppo dell’associazione  5) più ex Presidenti sono presenti nell’associazione e/o nel direttivo, più si rafforza l’associazione medesima 6) si da’la possibilità a più soci di ricoprire la carica di Presidente e questo  può motivare i soci ad essere più partecipativi 7) la ricerca talvolta difficoltosa di un nuovo Presidente da parte dei soci vivacizza l’attività associativa.  Probabilmente ci sono altre motivazioni ma penso che queste  siano sufficienti affinchè la proposta prima o poi sia accolta. L’unica critica che è stata fatta è che in questo modo si irrigidisce le possibilità di uno Statuto. Il mio pensiero invece è che migliora e si incentiva la democrazia partecipativa rendendo l’associazione come appartenente a tutti,  eliminando  o diluendo la figura del leader che potrebbe apparire senza alternative semplicemente perché non si cercano delle altre. Inoltre avvicinandoci il più possibile alle organizzazioni senza leader dove non c’è il culto della singola persona si rafforza l’associazione: se viene a mancare il presidente non succedono squilibri dentro all’organizzazione ovvero la figura del presidente è un mero socio facilmente sostituibile.

Un esempio eclatante di come una persona sembra indispensabile quando invece non lo è, lo abbiamo avuto con l’insediamento per la seconda volta del nostro  presidente italiano Napolitano rischiando rimanere capo dello Stato per ben 14 anni; le domande semplici e banali che mi sono posto come cittadino sono state “Possibile che con 60 milioni (dico sessantamilioni) di italiani non ci fosse una alternativa a Napolitano?” “Possibile che non ci fosse un altro cittadino che meritasse la carica, tra l‘altro assolutamente senza responsabilità ma di pura rappresentanza?” “Siamo così mediocri noi italiani per non essere in grado di trovare e fornire un’alternativa?” Una regoletta su un unico mandato già di ben sette anni è sicuramente  auspicabile limitando la possibilità a lobby, massoneria, club paramassonici o altro di intervenire a gamba tesa sulla democrazia di un Paese.  Per fermarci al calcio l’esempio di distorsione di un lunga presidenza si è avuta recentemente con Blatter presidente della Fifa dimessosi per una situazione per lui diventata insostenibile  dovuta anche ai collaboratori di fedelissimi corrotti che inducevano a tanti sospetti anche sul presidente.  Molto meglio la regolamentazione per due mandati del Presidente di Stato USA.  La presidenza a tempo determinato fa si che la persona non si senta o diventi proprietario dell’organizzazione, ma essere consapevole del servizio che deve svolgere in favore dei soci che lo hanno eletto.