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RisorgimenToro/14-L'anno che verrà

 

*di Massimiliano Romiti

 

Cari amici granata Vi scrivo, così mi distraggo un po'.

 

Mi auguro che tutti abbiate passato un sereno Santo Natale e tra pochi giorni si chiuderà un 2013 che potremmo prossimamente insieme magari ricordare come un anno importante.

 

Per quanto riguarda il Toro sotto l'albero infatti abbiamo trovato non solo più parole ma un certo numero di fatti, più belli che brutti in verità, su cui vi invito a riflettere. Ne ho annotati 7.

 

1) Ci siamo confermati nell'unica categoria che ci compete "ontologicamente" e per storia: la serie A.

 

2) Il nostro presidente ha proseguito, per ora con successo, la costruzione del suo piccolo impero imprenditoriale e la sua scalata nei salotti che contano.

L'acquisto di La7 e l'ingresso in RCS stanno lì a dimostrarlo.

Certi aspetti di questa sua scalata possono non piacere ad alcuni ma tutto sommato, secondo me, ne dovremmo esserne invece contenti.

Infatti anche se Cairo non costruisce certo il bene del Toro alla velocità con cui il nostro cuore di tifosi vorrebbe, la sua sempre maggiore solidità certo va, in qualche modo, anche direttamente a coincidere con quella della squadra che amiamo.

 

3) In un calcio dove, come del resto oggi in generale, i soldi contano troppo, abbiamo perso un buon giocatore (Ogbonna) e probabilmente ne perderemo a breve un altro (D'Ambrosio).

Dispiace.

Il ragazzo che forse ci lascerà a gennaio, con quel suo look da "Grande Torino" poteva diventare davvero un buon capitano.

E così, se ci lascerà, lascerà certo di più di quanto immagina.

Certo con Danilo si sono sbagliati i tempi nella trattativa.

Non intenzionalmente questa volta, come nel caso di Bianchi.

Con buona pace dei sentimenti di molti infatti nel suo caso è apparsa del tutto evidente l'intenzione di scaricarlo.

Qui la svista e' stata oggettiva e non voluta: in pratica un errore bello e buono.

Secondo me ai vertici della società si era probabilmente più occupati a rinnovare con Crozza, Mentana, Gruber e Santoro.

Così alla fine si è inevitabilmente dato spazio all'arida logica dei procuratori.

Vedremo presto come andrà a finire.

Penso però ci resterà la gradevole sensazione, una volta tanto da un po' di tempo a questa parte, che i due "traditori", sotto il profilo della crescita sportiva e professionale, perlomeno nel breve termine, ci perdano assai svestendo il granata.

Nel contempo l'impressione è anche quella che il Toro sia ora comunque più attrezzato per sopravvivere agli addii ed ai propri errori, magari riuscendo a trasformarli addirittura in opportunità.

Intanto, per consolarci di chi parte, si affaccia al prato un davvero interessante Maksimovic.

 

4) La squadra e' migliorata molto sul piano del gioco.

Siamo settimi e non per caso.

Cioè, per ora e facendo i dovuti scongiuri, saldamente dalla parte sinistra della classifica, ossia stiamo centrando l'esplicito obiettivo dichiarato da Ventura, poco prima del Natale scorso, alla cena del Circolo Soci del Torino FC. Io ero presente e devo dire che il discorso mi era piaciuto.

Non so quanti ci credessero allora, non so a quanti stia simpatico Ventura ancora adesso ma stiamo ai fatti.

I fatti ci dicono che fino ad adesso, sul piano sportivo, hanno avuto ragione la società e l'allenatore.

Personalmente spero continuino ad aver ragione loro fino a fine stagione.

Abbiamo perso diversi punti banalmente, è vero, ma non si può dire che quando gioca il Toro uno spettatore non abbia di che divertirsi quest'anno. Abbiamo assistito a goal ed emozioni in quantità.

Ci sono state davvero solo rare eccezioni, una delle quali purtroppo è coincisa con uno dei peggiori derby che io ricordi sul piano dell'approccio mentale, data la sudditanza psicologica dimostrata dai nostri stessi calciatori che si è sommata, nel caso di specie, a quella ormai tradizionalmente scontata, dell'arbitro.

Speriamo di rifarci a breve, anche se sarà dura.

Comunque il contropiede Immobile/Cerci col Milan, i due goal ad Udine e il formidabile assolo di Ciro con il Chievo sono oggettivamente poesia del calcio. Ed io mi auguro proprio di rivedere nel 2014 ancora tanti simili fraseggi pallonari a tinte granata.

Il nostro centravanti mi ricorda vagamente Schachner come personalità e dinamismo (ma secondo me è più bravo).

Se si stabilizzasse sulle percentuali di realizzazione dell'ultima partita (50%) rispetto alle occasioni di cui si rende di solito protagonista nell'ambito di un match, diventerebbe in poco tempo un grandissimo. Intanto lui e Alessio Cerci sono stati, in questo inizio di campionato, la più bella coppia-gol vista in granata dai tempi di Pulici-Graziani.

Non mi sembra di dire una bestemmia visto che i numeri lo affermano.

 

5) Il settore giovanile prosegue nel suo percorso di crescita.

Alfred Gomys si sta mettendo in bella mostra nel Crotone e con un nome coincidente con quello di Alfred Dick chissà che non sia proprio lui, corretti ancora alcuni errori di gioventù, ad essere un prodotto del vivaio chiamato a difendere quei pali che furono di Bacigalupo, Vieri, Castellini e Marchegiani.

Sarebbe un valore aggiunto.

Nel frattempo la primavera, pur eliminata in Coppa Italia dalla ben più ricca Juve, capeggia la classifica del campionato di categoria come non accadeva più da molto tempo dopo la buona scorsa stagione sportiva.

Altro punto a favore da annotare per il 2013.

 

6) La Fondazione Filadelfia proprio quest'anno sembra aver posto le premesse fondamentali per la ricostruzione del Tempio.

Anche qui parlano i fatti.

Con una bella accelerazione tra novembre e dicembre, che ho anche avuto modo di seguire personalmente facendo parte di una delle associazioni appartenenti al Collegio dei Fondatori (l'Associazione Curva Primavera), si è superata l'empasse sorta in estate con la contestata nomina da parte del Comune di Zunino e si è quindi nominato presidente del Consiglio di Amministrazione il degnissimo Salvadori.

Si è poi adattato lo statuto della Fondazione alle oggettive esigenze per l'attuale ricostruzione dell'impianto, si è approvato lo studio di fattibilità della ricostruzione (cioè la sintesi delle idee emerse dal concorso di idee che costituirà la definita linea guida delle prossime più dettagliate  progettazioni).

Il Comune (era ora) ha dato poi finalmente il via anche agli adempimenti di tipo finanziario in favore della Fondazione e da ultimo si è proceduto alla nomina di Don Aldo Rabino come Presidente onorario della Fondazione Filadelfia.

Come dire. Dopo tanti passi falsi, 5 mosse giuste e vincenti per la rinascita del Fila in un mese circa.

E negli ultimi due Collegi dei Fondatori ai quali ho personalmente assistito posso davvero dire di avere visto un atteggiamento molto promettente da parte di tutti i protagonisti. Anche quelli più critici.

Dal Torino FC, certo,  ci si aspetterebbe sempre l'energia necessaria ad una più facile e rapida ricostruzione del Filadelfia.

Noi tifosi almeno siamo certi che per la società ne varrebbe la pena.

Ma comunque la buona volontà mostrata da tutti i partecipanti ai lavori della Fondazione in questi ultimi tempi mi pare sia davvero tanta roba per le speranze di tutti noi tifosi granata, che così tanto abbiamo atteso ed ancora stiamo attendendo.

 

7) Anche quest'anno non si è parlato molto di ToroMio.

Ma nel frattempo il clima che da qualche anno, a 360°, questa associazione si sforza di costruire sembra, finalmente, cominciare a diffondersi tra vari protagonisti del mondo granata.

Forse anche solo per lenta osmosi.

A tante persone che hanno a che fare con il Toro, i componenti di ToroMio, come il sottoscritto e molti altri, non si sono ancora stancati di ricordare le cose giuste da fare.

Trionfano, se non altro, gli slogan ToroMio e tante altre cose "parlano" di noi. Di qui in avanti userò spesso, per affetto, la prima persona plurale.

Da quando è nata l'associazione la rinascita del Toro (o il suo "risorgimento", come amo chiamarlo io) è di fatto cominciata.

La prima singolare coincidenza verificatasi è stata l'adozione dello slogan "se vogliamo possiamo" da parte di mister Ventura. Probabilmente casuale certo ma questo slogan altro non era, già da ben prima, che l'esatto titolo del libro di Luciano Cavagnero, fondatore di ToroMio.

Da quel libro è nata l'associazione.

Recentemente ho anche avuto il piacere di vedere rispolverato dall'amico Mecu Beccaria l' "uniti si vince" di Guido Regis, altra “colonna” dell'associazione. Questo slogan ha sempre campeggiato negli scorsi anni nelle cene dei club promotori di ToroMio di cui i Giuristi Granata, il Toro Club CTO e Toro Club Ermanno Eandi di Frossasco sono di certo a tutt'oggi i capofila, insieme ai Fedelissimi Granata Pesaro del mitico Mario Patrignani.

La parola "Mondogranata", un punto chiave del progetto ToroMio, campeggia da qualche tempo in bellavista a denominare un'area informativa su Toronews.

Sabrina Gonzatto, peraltro associata a ToroMio, ci ha addirittura ricordato in una battuta della sua ultima opera teatrale "Mi compro il Toro".

Per chi avesse visto lo spettacolo e se vi fosse sfuggito, nel corso dello splendido monologo dell'attore protagonista quando lui parla degli “amici dell'azionariato...”, quelli, siamo noi.

Lo stesso Don Aldo Rabino ha intitolato l'ultimo suo meraviglioso libro a tinte granata invertendo le parole del nostro nome e così l'ha chiamato "Il mio Toro...La mia missione".

In questo caso sinceramente penso che ToroMio non c'entri nulla (anche se non l'ho mai chiesto a Don Aldo, chissà...) ma comunque ci è sembrato di buon auspicio.

Il Tuttosport poi qualche giorno fa, questa volta certo del tutto a caso, titolava riguardo ad Immobile, "Toro mio, portami a Rio..." e sorridendo quando mi è caduto l'occhio sulla prima pagina ho pensato tra me e me: “Figurati Ciro, dipendesse da noi...”.

Passando a cose più concrete, qualche giorno fa si è assistito al rilancio dell' amica Associazione Culturale Grande Torino che si è "sposata" con ToroNews.

Anche questo “matrimonio”, come altri incontri importanti avvenuti negli ultimi anni, ad onor del vero, nasce dall'opera di costruzione di rapporti che ha profuso ToroMio tra le forze buone del nostro ambiente, che non sono poche ma devono imparare ad agire insieme per essere efficaci.

Ci si augura davvero che anche questa bella iniziativa possa produrre i frutti sperati.

Molte altre belle cose poi sono successe in questi anni grazie ad alcune persone che insieme a me, con tanta passione ma poco tempo e non ancora sufficienti risorse, hanno deciso in questi anni di gettare tanti semi, veramente dappertutto, nel mondo granata, sperando di vederli prima o dopo germogliare.

Noi siamo dell'idea che i germogli di questi semi, come veramente succede in natura, anche se sembra incredibile, possano sfondare in città l'asfalto sotto cui molti cercano continuamente di seppellire lo Spirito del Toro (vedasi in merito il mio precedente articolo/racconto uscito a Pasqua).

ToroMio continua a essere una realtà non abbastanza conosciuta ma io, e qui smetto i panni di Presidente dei Giuristi Granata e lo affermo da Vice Presidente dell' AssociazioneToroMio, vi dirò che, per ora, dobbiamo essere già contenti così.

Infatti qualcosa si è mosso da quando ToroMio esiste.

In meglio e non in peggio.

Un po' tutti, da Cairo alle varie realtà granata sono venuti a conoscenza delle nostre idee e spesso le hanno poi anche fatte proprie, pur non ricollegandole magari esplicitamente a ToroMio.

Non importa, anche perchè a volte non capisco proprio perchè si debba tacere l'origine di una cosa bella.

Comunque e questo è davvero forse il miglior giudizio uscito da noi di ToroMio e che non ci stanchiamo di promuovere: l'importante non è chi fa le cose buone per il nostro Toro ma che queste vengano fatte. Punto.

Mettiamocelo tutti in testa e diamoci da fare.

Poi se le cose buone si fanno insieme, facendo prevalere l'unità al "desiderio di controllo", per non dire altro, l'energia positiva inevitabilmente aumenta esponenzialmente e tutto diventa più facile e veloce.

Noi di ToroMio, quindi, non ci stancheremo mai di sostenere la speranza del popolo granata cercando comunque di essere quel poco di "lievito" che permetta a tutto il resto della pasta granata, più visibile ed anche magari oggettivamente più meritevole, di riuscire bene per il bene del Toro.

Mi sembra infine che noi di ToroMio siamo sempre un po' visti come illusi e visionari, lo sappiamo, ma la storia insegna che i visionari spesso ci azzeccano e cambiano il mondo o comunque spronano altri a farlo.

E poi se siamo tenaci sognatori questo è un marchio di garanzia che siamo davvero dei tifosi del Toro!

 

La cosa buffa è che probabilmente molti di coloro che hanno fatto la fatica di leggere questo lungo articolo neppure ancora sanno cosa sia l'associazione ToroMio.

E molti altri, invece, magari lo sanno e non vi hanno mai aderito, sicuramente, penso, più per scetticismo che per non condivisione degli obiettivi che ToroMio si pone.

Basta comunque andare su www.toromio.net e leggere il documento che sintetizza i nostri obiettivi per rimediare (in alto a destra nella homepage del sito).

Quando finite di leggerlo ricordatevi però, subito dopo, di zittire il diavoletto gobbo che subito, immancabilmente, si sarà adagiato sulla vostra spalla per scoraggiarvi.

Urlategli in faccia: QUESTO NON E' UN SOGNO!

Quelle che proprio oggi sono le più grandi squadre del mondo (Bayern Monaco, Barcellona...) stanno lì a dimostrarvelo: non solo tanti soldi ma un popolo...una squadra.

Dopo di che aderite cliccando nel sito su "adesione all'azionariato" e date magari la vostra disponibilità a dare una mano ai nostri progetti scrivendo in tal senso a segreteria@toromio.net.

E' importante perchè ricordatevi: per incendiare i cuori di molti, occorrono davvero tante scintille ma quando poi il fuoco prende...divampa!

 

Concludendo.

 

L'anno che verrà, il 2014, sarà per me anzitutto il sessantacinquesimo anniversario della salita al cielo degli Invincibili.

Non so Voi ma mi sono un po' stufato di parlare sempre e solo di "tragedia" di Superga, dato che i nostri eroi, andandosene da quaggiù, hanno reso immortale la gloria del Toro e ci hanno lasciato per sempre un'infinità di cose buone che continuiamo a custodire nei nostri cuori con straordinario affetto.

 

Confido, l'avrete capito, che altri germogli nascano dai vari semi gettati da ToroMio (qualche altro è davvero quasi pronto a spuntare, vedrete): se qualche granata di buona volontà si aggiungerà a noi per darci una mano sarà il benvenuto. Il progetto è ambizioso, ci vogliono tante forze.

 

Non da ultimo auguro poi in generale, a tutti gli amici granata e non solo a loro, che l'anno che verrà porti la serenità che certo desideriamo in tempi così impegnativi e incerti.

 

Per quanto riguarda il Toro, come per tutti gli altri aspetti della nostra vita, mi auguro infine sia quindi un anno di intensa "ricostruzione" che comici finalmente a far vedere, sempre più concretamente, i suoi frutti, come la nostra attesa merita.

 

Mi scuso come sempre per la lunghezza; d'altronde anche per questo scrivo di rado.

 

Abbiate pazienza, un abbraccio a tutti e ci si vede nell'anno che verrà...

 

                                                         Avv. Massimiliano Romiti

                                                         massimiliano.romiti@toromio.net